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CATENO DE LUCA, il politico Punk che destabilizza il sistema

CATENO DE LUCA, il politico Punk che destabilizza il sistema

Cateno De Luca è un cavaliere solitario errante che ama la musica, va sempre controcorrente e non ha mai accettato di unirsi a partiti. Eppure è diventato Sindaco del suo paese, Fiumedinisi, poi di Santa Teresa di Riva, quindi due volte a Messina. Poi si è candidato alla Presidenza della Sicilia, dove è arrivato secondo battendo PD e 5 Stelle. Ha creato il partito Sud chiama Nord e ha messo un. Deputato e un senatore a Roma. Si è candidato per diventare Sindaco di Taormina. Per sconfiggerlo si sono uniti, per la prima e unica volta, tutti i partiti: Fratelli d’Italia con Lega, PD, 5 Stelle e Forza Italia. Lui contro tutti ha vinto col 65% dei voti. Adesso sta provocando tutti candidandosi a Monza per il posto da senatore lasciato vacante da Silvio Berlusconi. Ma, soprattutto per me, ama la musica e si è iscritto al Conservatorio. 

Il suo sogno? Diventare Governatore della Regione, cambiare la Sicilia e restituirle dignità.

Finalmente l’ho avuto nello studio We Have a Dream dove sembrava una bambino in un enorme negozio di giocattoli. Era di passaggio e Bologna e credeva di venire a trovarmi. Non si aspettava che avrei acceso la telecamera e lo avrei intervistato.

Ecco uno stralcio della posfazione che ho scritto per il suo libro “Non tutto è Successo” che sta per uscire:

Cateno nel suo libro ha scritto che forse io ho provato tenerezza la prima volta che l’ho incontrato nella sede dell’ARS con Gianfranco Micciché quando mi ha detto che voleva andare al Festival di Sanremo e vincerlo. No, sono rimasto colpito dalla sua ferma convinzione e da occhi puliti quanto determinati. E aveva ragione anche. Se il Festival fosse ancora quello di Pippo Baudo e cercasse contenuti e non solo scandali ci sarebbe andato e forse lo avrebbe anche vinto con “Invisibili”, la canzone che lui ha ispirato a Grazia Di Michele, dove racconta delle famiglie che vivono dal 1908 nelle baracche a Messina, dramma di cui, pare, lui sia stato il primo a risolvere.

Una sera, al ristorante Aloha Mare, mi ha raccontato che il proprietario Carlo Tono è un suo amico e, quando è diventato Sindaco di Santa Teresa di Riva, si è accorto che in tanti non stavano pagando l’acqua al Comune, tra cui il suo amico. Ha immediatamente chiuso la fornitura dell’acqua proprio a lui, cha naturalmente si è precipitato a pagare gli arretrati. Questo è servito da lezione agli altri: se punisce un suo amico, lo farà con tutti. E immediatamente i conti del Comune sono migliorati.

Cateno non si è arreso neppure quando, per fermare questo ciclone che non si adattava alle vecchie “regole” della Sicilia, lo hanno arrestato due volte e massacrato di processi.

Ha un senso della comunicazione impressionante. Per pubblicizzare una corsa di motocross, si fa arrivare una moto nel suo ufficio, indossa il casco e, con una abile mossa strategica, lo si vede scendere le scale del Comune. Come quello di attirare l’attenzione sulla piscina comunale durante l’inaugurazione tuffandosi dentro vestito.

La Musica per lui è importantissima, è un aspetto importante della sua vita. Io so quanto sia rarissimo trovare politici che la amino. Cateno frequenta il Conservatorio con dei ragazzini e, quando gli ho telefonato per sapere come stesse andando lo spoglio delle schede a Taormina, non mi ha risposto. Ho subito pensato che fosse con i suoi sostenitori e compagni di avventura a esaminare i dati. No, mi ha mandato una foto col clarinetto in mano. Era al Conservatorio per fare le lezioni che gli mancavano.

Per volare così alto, incurante delle “controindicazioni”, devi avere radici ben salde nel terreno e nella famiglia. E Cateno le ha. La sua fonte di ispirazione è nel suo paese, soprattutto nel torrente di Fiumedinisi. Anche lui è un torrente di acqua pulita e impetuosa. Salta da una situazione all’altra, è imprevedibile e non “gestibile”. Rifiuta “accordi” che tutti accetterebbero. Si candida da solo declinando aiuti da partiti. E vince.

Ma è soprattutto la famiglia la sua forza. Nonostante sia sempre incasinatissimo, riesce a dedicare tempo a Giusy, Gabriele e Verdiana. Ed è stata la moglie a scrivere una lettera alla magistratura quando era agli arresti. 

Quando mi ha chiamato Andrea Bocelli e ho scoperto che era in barca a Taormina, gli ho raccontato di Cateno che è Sindaco proprio lì. Andrea mi ha chiesto il numero perché voleva conoscerlo. Lo ha chiamato e invitato la sera in barca ma… Cateno aveva la cena per l’anniversario di matrimonio con Giusy e ha detto che non poteva. Bocelli ha apprezzato questa priorità e si sono visti la mattina dopo. Quanti avrebbero rinunciato a un invito così importante? 

Solo un’ultima cosa, Cateno: riposati un po’. Una notte mi ha chiamato che stava tornando da Palermo, dove aveva fatto un blitz per salire sul palco in una manifestazione di Massimo Minutella, e a Taormina lo stavano aspettando per finire il Consiglio Comunale che avevano interrotto perché era andato a Palermo. Questa è follia pura, ma è la follia della verità che può salvare non solo la Sicilia, ma anche l’Italia.