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Arte a 33 giri - Il Musa, Torino, Via della Consolata 11E 14

Arte a 33 giri - Il Musa, Torino, Via della Consolata 11E 14

Quasi 200 copertine di dischi sono esposte a Torino, in via della Consolata 11E, in una mostra che raccoglie quelle più preziose e ricercate, perché realizzate da artisti come: Andy Warhol, Basquiat, Keith Haring, Jeff Koons, Ai Wei Wei, Banksy, Peter Blake, Dalì, Picasso, Clemente, Annie Leibovitz, Roy Lichtenstein, Magritte, Robert Mappelthorpe, Mirò, Rauschenberg, Schnabel, Lodola, Schifano, Bonvi, Andrea Pazienza, Crepax, Mimmo Paladino, Liberatore, etc.Purtroppo l’avvento del CD prima e addirittura della musica “liquida” adesso ha vanificato la magia della pittura sulle copertine dei dischi che in passato ha reso questi album a 33 giri delle vere e proprie opere d’arte. Però… il vinile è tornato e ha già sconfitto il CD. Quindi l’arte nelle copertine è di nuovo viva.Io ho contribuito a questa mostra con un lungo articolo, pubblicato sul catalogo, e aggiungendo qualche pezzo prezioso alla vasta e importantissima collezione di Vincenzo Sanfo, coadiuvato dalla figlia Giorgia.Il Musa è uno spazio fantastico dove Pierluca Lobina, il proprietario, ha riportato i muri allo storico edificio tipico del quadrilatero romano. La mostra, creata anche in concomitanza del prossimo Eurovision Song Contest, rimarrà aperta fino a settembre.Il giorno dell’inaugurazione ho girato un lungo reportage dove Vincenzo e Giorgia Sanfo raccontano dettagliatamente tutti i dischi esposti. Ho anche spinto Pierluca Lobina, restio ad apparire, a parlare di questo luogo che potrebbe diventare centro di cultura per Torino. Ferruccio D’Angelo mi ha invece raccontato le sculture che fa recuperando bidoni metallici.Questa è invece una breve sintesi del lungo ed esaustivo articolo che ho scritto per il catalogo:L’arte visiva incontra quella musicale quando l’industria decide di “vestire” i dischi con delle copertine personalizzate. Prima, infatti, esistevano solo buste col logo della casa discografica bucate al centro per mostrare l’etichetta del vinile con su scritto titolo, interprete e autori. E, tra i primi a creare questi nuovi involucri per dischi, c’è già Andy Warhol che in futuro inventerà quella che è considerata la più bella ed originale copertina mai creata: “Stick Fingers” dei Rolling Stones.ANDY WARHOLÈ un Andy squattrinato quello che, a partire dal 1949, disegna le prime copertine per la Columbia Records: “A program of Mexican Music” di Carlos Chavez e “Prokofiev” di Alexander Nevsky. A metà degli anni ’60 Andy è già un artista famoso. Ma lui sa che la musica gli può dare un ulteriore impulso proiettandolo in un mondo che amplifica tutto ciò che tocca. Potrebbe approcciare qualsiasi artista famoso. Ma è lui a voler essere il protagonista. Quindi ha bisogno di scommettere su qualcuno che non ha successo, per dimostrare che è lui ad essere l’ARTISTA.Questo rappresenta la svolta per i Velvet Underground. Andy suggerisce loro di includere nel gruppo Nico, una modella che frequenta la Factory.Andy sa che la copertina di quell’album è più importante del contenuto. Deve essere unica. E lo è. Disegna una banana su sfondo bianco. Sotto solo la scritta Andy Warhol. Non il nome del gruppo né il titolo dell’album. Lui firma quel disco come fosse una sua opera d’arte. Sulla banana c’è la scritta “Peel slowly and see (Sbuccia lentamente e guarda)” Infatti la pellicola gialla si può togliere per lasciare apparire una banana di colore rosa, chiaro riferimento al sesso maschile.Poi arriva il capolavoro assoluto. Nel 1971 per “Stick Fingers” dei Rolling Stones, Andy fa fotografare Joe Dalessandro, modello e attore della sua Factory, fasciato in un paio di jeans Levi Strauss, che Warhol ritiene il più bel paio di pantaloni mai disegnato, che vanno comprati nuovi perché indossandoli assumono la forma di chi li porta. Infatti nella foto è evidente il rigonfiamento dei genitali. Non solo, Warhol si inventa una vera zip, cucita sulla copertina, che aprendola lascia vedere le mutande. Questo creerà problemi ai negozianti di dischi perché la zip metallica rovina le copertine degli album impilati sopra. Così in seguito fu rimossa. Nel 2003, il canale televisivo VH1 voterà “Sticky Fingers” come miglior copertina di album di sempre.L'articolo prosegue con KEITH HARING, JEAN MICHEL BASQUIAT, JULIAN SCHNABEL, BANKSY, MARIO SCHIFANO, LODOLA, BONVI, ANDREA PAZIENZA età.Purtroppo l’avvento del CD prima e addirittura della musica “liquida” adesso ha vanificato la magia della pittura sulle copertine dei dischi che in passato ha reso questi album a 33 giri delle vere e proprie opere d’arte.